Il 20 novembre, nell’ambito della settima edizione della rassegna “Risonanze filosofiche. Festival itinerante”, promossa dall’associazione Oltremarigliano e dedicata al tema “Il mare non ha confini. Siamo tutti migranti in questo Universo infinito”, gli studenti delle classi IA, IB, IC, IE, dopo aver letto il libro “Quello che resta. Storie di viaggi e di frontiera”, hanno avuto la possibilità di incontrarne alcuni dei protagonisti. Nel percorso di incontri, dialoghi e riflessioni che prosegue dallo scorso aprile, con la collaborazione dell’Associazione Yabasta – Restiamo umani, il festival, grazie alla presidente e ex insegnante del nostro liceo, la professoressa Rosa Anna Quindici, ha infatti portato anche nella nostra scuola le esperienze delle persone migranti.


L’incontro “Vi racconto la mia esperienza di migrante” ci ha fatto conoscere da vicino le storie di Aba Issay e Azam, anche attraverso le parole dei membri della SAI, associazione che offre assistenza ai migranti giunti in Italia dopo aver attraversato l’inferno terrestre: la rotta libica e la rotta balcanica. Il primo testimone a parlare della sua storia è stato Azam, partito dal Pakistan con alcuni amici a soli sedici anni per fuggire della guerra e giunto in Italia dopo sei anni e mezzo, trascorsi con la costante paura di morire. Ciò che colpisce del suo racconto sono anche i piccoli dettagli: il perpetuo ripetere di voler rivedere “mamma e papà”, lo sguardo fisso nel vuoto mentre parlava degli amici persi, la voce tremante. Sono anche queste caratteristiche che lo accomunano al secondo testimone, Aba, giunto in Italia dalla Nigeria per sfuggire ai rapimenti, attraversando la rotta libica e dopo un naufragio in cui ha perso diversi compagni di viaggio.
All’incontro seguirà, come ricordato dal prof. Luigi Napolitano, il debate tra le scuole coinvolte nel festival itinerante, che si terrà a conclusione di questa edizione il 5 dicembre a Marigliano.
Ascoltare queste storie è stato emozionante per tutti, come si è potuto cogliere dall’attenzione degli studenti e anche dalle parole della preside Assunta Compagnone, che a conclusione ha ringraziato calorosamente tutti i presenti per l’importanza civica e l’intensità umana dell’incontro.
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